Quasi centoquarant'anni di storia: il monumento a Giuseppe Garibaldi ad Abbiategrasso
Abbiategrasso, 12 ottobre 2026

La storia del monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi ad Abbiategrasso affonda le sue radici nel 1881, quando nacque la «Società dei Reduci delle Patrie Battaglie» con l'obiettivo di onorare la memoria di coloro che presero parte alle vicende risorgimentali. La prima iniziativa del sodalizio fu la creazione, nel maggio del 1882, di un Comitato per l'erezione di un monumento ai Caduti delle Patrie Battaglie.
Tuttavia, con la notizia della morte di Giuseppe Garibaldi giunta da Caprera il 2 giugno 1882, il Comitato deliberò all'unanimità l'8 giugno di trasformare l'opera in una statua dedicata all'Eroe dei Due Mondi.
I primi cordogli e la raccolta fondi
Già il 4 giugno il Comune aveva inviato un telegramma di condoglianze al sindaco di La Maddalena, e 14 Consiglieri Comunali chiesero alla Giunta di intitolare una via o una piazza principale allo scomparso. La Società dei Reduci commissionò una lapide commemorativa. Nonostante la proposta iniziale di collocarla al cimitero, prevalse l'idea di scegliere un luogo pubblico di maggior rilievo: il fianco del castello che guarda sulla piazza da dedicare al Generale.
A fine giugno 1882 venne aperta una pubblica sottoscrizione e l'Amministrazione Civica promise un contributo. In agosto il Consiglio Comunale delegò tre membri a rappresentarlo nel Comitato e a settembre deliberò uno stanziamento di 4.000 lire quale contributo alla spesa preventivata di 7.100 lire.
Nel frattempo, ripresero i contatti con lo scultore Bassano Danielli, che propose l'esecuzione della statua in marmo di Carrara. Nel marzo 1883 presentò un disegno ad acquerello e ad aprile un modello in gesso per un costo totale di 7.000 lire. Per raccogliere le restanti 3.000 lire vennero organizzati balli ed eventi di intrattenimento, che nell'ottobre 1883 fruttarono ben 2.223 lire.
Le polemiche e la commissione d'esame
Nel febbraio 1884 nacquero dissapori interni al Comitato. Alcuni membri criticarono la scelta di affidare l'incarico direttamente al Danielli senza un concorso pubblico. L'ingegner Kluzer deplorò la preferenza accordata al progetto senza considerare alternative. Il ragionier Sartirana (Presidente della Società Operaia) e altri delegati difesero la scelta, ricordando che la maggioranza del Consiglio Comunale e i vertici avevano già preso accordi informali con l'artista.
Per fugare ogni sospetto di parzialità, si decise di ripartire da capo e indire una selezione aperta fino al 10 giugno, esponendo i progetti al pubblico. Per giudicare le proposte venne nominata una commissione composta da tre illustri scultori dell'Accademia di Brera:
- Luigi Pagani
- Andrea Malfatti
- Francesco Barzaghi (già collaboratore per le statue del Duomo di Milano e autore dei monumenti a Manzoni e Napoleone III)
I tre docenti concordarono nel giudicare migliore proprio l'originario progetto di Bassano Danielli.
La realizzazione e l'inaugurazione
Affidato definitivamente l'incarico a Danielli (nativo di Crema, 1854 – Milano 1923, già allievo di Barzaghi), l'opera venne realizzata per una spesa complessiva di 7.400 lire. Il Comune stanziò ulteriori 600 lire per la cancellata di ferro attorno al basamento.
Il monumento fu solennemente inaugurato il 29 maggio 1887, chiudendo l'iniziativa con un attivo finanziario di 149 lire.
Il tributo ai caduti abbiatensi
L'opera non si limita a celebrare Garibaldi, ma rende omaggio anche ai cittadini di Abbiategrasso che ne condivisero gli ideali. Sul piedistallo sono infatti incisi i nomi dei patrioti abbiatensi caduti sui campi di battaglia per l'indipendenza italiana:
- Bozzi Giuseppe (19 anni) – caduto nel 1848 nella valle di Ledro
- Bonetti Michele (19 anni) – caduto nel 1848 nella valle di Ledro
- Pizzochero Siro (26 anni) – caduto nel 1848 alla difesa del forte Melghera a Venezia
- Ponti Antonio (23 anni) – caduto nel 1848 vicino a Mantova (forte di Pietole)
- Coccini Cesare (18 anni) – caduto nel 1859 nella battaglia di San Martino
- Silvestri Achille (19 anni) – morto a Caserta nel 1860 per ferite riportate sotto Capua
- Bardelli Attilio (21 anni) – caduto nel 1866 nella battaglia di Bezzecca
- Perini Domenico – morto a Brescia nel 1866 per ferite riportate alla battaglia di Custoza
- Rognoni Carlo (21 anni) – caduto nel 1866 alla battaglia di Bezzecca
Vengono inoltre ricordati coloro che morirono successivamente per le ferite o le malattie contratte durante le campagne di liberazione: Larini Angelo (1860), Pallavicini Francesco (1860), Agnesini Giovanni (1860), Rossetti Carlo (1861) e Vigevano Antonio (1865, decorato con medaglia d'argento al valor militare).
La fonte
Le informazioni di questo articolo sono tratte da «Habiate», rivista quadrimestrale a cura della Società Storica Abbiatense, annate 1985-1986.
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