Storia e territorio

La tessera del Venerando Luogo Pio della Misericordia di Abbiategrasso

Abbiategrasso, 19 ottobre 2026

di Francesco Bottene

Diritto della tessera del Luogo Pio Misericordia di Abbiategrasso: la Vergine con quattro fedeli inginocchiati
Diritto della tessera: la Vergine della Misericordia e quattro fedeli in preghiera.

Un piccolo oggetto può raccontare una parte importante della storia di una città. È il caso della tessera datata 1755 del Venerando Luogo Pio della Misericordia di Abbiategrasso: una testimonianza materiale della carità e dell’assistenza nel Settecento abbiatense.

Nel panorama delle tessere caritative lombarde di «età moderna», le emissioni dei Luoghi Pii e delle confraternite rappresentano un tassello di grande interesse per comprendere l’organizzazione dell’assistenza sociale, della solidarietà locale e della devozione popolare.

Descrizione dell’esemplare

Diritto (D/). La Vergine Maria è raffigurata in piedi, a braccia aperte, in un gesto di accoglienza e protezione verso quattro fedeli inginocchiati ai suoi piedi (mi piace immaginare siano fedeli abbiatensi), due per lato. Un bordo scandito da piccoli rilievi delimita il campo.

Rovescio (R/). L’iscrizione si sviluppa su quattro righe, con piccoli elementi decorativi a forma di stella:

* V * L * P *
MISERICOR
ABB. GRASSI
* 1755 *

Rovescio della tessera: l’iscrizione «V L P / MISERICOR / ABB. GRASSI» e la data 1755.
Rovescio della tessera: l’iscrizione «V L P / MISERICOR / ABB. GRASSI» e la data 1755.

Il Venerando Luogo Pio Misericordia

I Luoghi Pii di Misericordia, istituti di antica origine presenti nel territorio del Ducato di Milano, svolgevano un ruolo importante nella gestione dei legati pii e nella distribuzione di aiuti ai bisognosi. Le loro attività potevano comprendere sussidi e generi di prima necessità, assistenza agli infermi e sostegno alle persone prive di mezzi.

Tra i destinatari dell’assistenza figuravano anche i cosiddetti poveri «vergognosi»: persone cadute in miseria che, per la loro precedente condizione sociale, esitavano a chiedere pubblicamente aiuto. Questa espressione appartiene al linguaggio assistenziale dell’epoca.

La tessera reca il nome del Luogo Pio Misericordia di Abbiategrasso e rende tangibile il legame tra l’istituzione benefica e la nostra città.

A che cosa servivano le tessere caritative

Le tessere caritative non erano monete di corso legale, ma segni legati all’attività di un ente. In diversi contesti potevano funzionare come gettoni di distribuzione o strumenti per attestare un diritto a ricevere assistenza.

Le iscrizioni e la simbologia

La Vergine della Misericordia. La figura al diritto richiama il tema della Mater Misericordiae, o Madonna del Mantello. Le braccia aperte e i fedeli raccolti ai suoi piedi evocano la protezione materna verso i membri più vulnerabili della comunità.

La sigla V L P. Le iniziali rimandano alla titolatura «Venerando Luogo Pio», seguita dall’indicazione abbreviata «MISERICOR».

ABB. GRASSI. L’indicazione identifica Abbiategrasso.

Dal Luogo Pio alla Casa di Riposo di oggi

La storia della tessera non si ferma al Settecento ma arriva fino ad oggi: le origini dell’attuale Casa di Riposo di Abbiategrasso risalgono, infatti, al Trecento, con la fondazione del Luogo Pio della Misericordia, che assisteva i poveri con aiuti in denaro o in natura. Nel Cinquecento, grazie al lascito testamentario di un certo Lisso, presso il Luogo Pio nacque anche il Monte di Pietà, che concedeva prestiti ai poveri, spesso vittime dell’usura.

Alla fine dell’Ottocento il Luogo Pio, nel frattempo divenuto Congregazione di Carità, diede vita a una forma moderna di assistenza. Con testamento del 25 dicembre 1878 Ambrogio Binagli nominò erede il Comune con l’obbligo di istituire un «Ricovero di Mendicità». L’eredità passò alla Congregazione, che adattò due locali presso l’antica sede del Luogo Pio, in via della Misericordia: da qui il nome della via, ancora oggi esistente. Il Ricovero, istituito il 1° luglio 1886 ed eretto in corpo morale nel 1887, fu inaugurato il 3 ottobre 1887, dopo aver accolto nove uomini e tre donne «tra i più bisognosi e poveri di Abbiategrasso».

Pochi anni dopo, grazie ai lasciti dei coniugi Annunziata Bazzeri e Antonio Reale, sorse accanto il Ricovero dei cronici, per i malati cronici indigenti, inaugurato il 15 novembre 1903. Dal 1910, quando l’ospedale fondato da Costantino Cantù si trasferì nella nuova sede, il Palazzo Cantù, demolito nel 1965 per far posto alla Galleria Europa, ospitò i due ricoveri e poi gli anziani della città, i «vegiun»: era nata la Casa di Riposo. I nomi dei fondatori e dei benefattori sono ricordati in due lapidi oggi murate nei pressi della cappella.

Nel 1937 i due ricoveri confluirono nell’Ente Comunale di Assistenza; nel 1962, dalla loro fusione, nacque la Casa di Riposo come ente pubblico per gli anziani. Divenuta Ipab nel 1977 ed ente autonomo nel 2000, dal 2003 è una fondazione privata e oggi dà lavoro a oltre 80 persone.

La piccola tessera del 1755 è dunque una testimonianza materiale delle radici di un’istituzione che, a distanza di secoli, continua a prendersi cura degli abbiatensi più fragili.

Fonti: sito web della Casa di Riposo di Abbiategrasso, «La nostra storia» (ricostruzione basata sulle ricerche dello storico del territorio Mario Comincini). "Storia e monumenti abbiatensi" A. Rossi.

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